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Cenni storici
Villafrati si trova sul percorso stradale Palermo - Agrigento a 36 Km. da
Palermo. L'attuale centro abitato ebbe origine verso la metà del 1700 e
prese la sua denominazione probabilmente dalla omonima "Masseria"
preesistente nel luogo.
La frequentazione umana del territorio comunale è documentata sin dalla
preistoria, in particolare sul Monte Chiarastella, che fu anche la sede di
un antico insediamento esistente fino al periodo normanno e denominato "Chifala".
Il barone Don Vincenzo Spuches, acquistò il territorio corrispondente a
quello attuale del Comune alla fine del 1500 ed ottenne nel 1602 la
licenza di fondazione di un centro abitato da denominare "Clarastella",
che avrebbe dovuto presumibilmente sorgere nei pressi del monte prima
denominato "Chifala"; tuttavia i successori dello Spuches, cioè la
famiglia aristocratica Filangeri, preferirono fondare il paese nel sito
attuale, nei
pressi della "Masseria di Villafrati" posta sulla antica trazzera regia
che conduceva da Palermo ad Agrigento e dove già esistevano probabilmente
i resti di un piccolo insediamento (Casale) di età arabo - normanna.
L'insediamento abitativo iniziale avvenne nei pressi di tale casale, che
fu ampliato con la costruzione del quartiere "Castello", che prende la sua
denominazione da un complesso edilizio, denominato "Baglio", già
utilizzato come residenza baronale, posto in posizione altimetricamente
privilegiata.
L'impianto urbanistico del paese è costruito a maglia geometrica regolare,
con abitazioni raggruppate in stecche a schiera. Lo sviluppo del centro
abitato diede origine a varie attività artigianali, tra le quali quella
caratteristica del luogo che consisteva nella preoduzione del gesso per
costruzione, destinato sia per il mercato locale che per quello dei paesi
del circondario.
La produzione del gesso avveniva fino all'ultimo dopoguerra in numerose
caratteristiche piccole costruzioni a gestione familiare denominate "Carcare",
nelle quali si procedeva alla cottura della pietra viva gessosa sistemata
in apposita fornace costruita a forma di tronco di cono; successivamente
la pietra cotta veniva ridotta in piccoli frammenti con appositi attrezzi
a mano, raffinata con i vagli e insaccata per il successivo trasporto
tramite asini.
La popolazione del centro abitato subì una sensibile riduzione in
occasione dei due principali cicli migratori verificatisi all'inizio del
'900 verso l'America e negli anni '60 verso la Svizzera e il nord Italia,
dovuti alla insufficienza e alla cattiva distribuzione delle risorse
provenienti dall'economia prevalentemente agricola, nonchè al notevole
sviluppo demografico.
L'attuale economia del paese si fonda su attività agricole e del
terziario; le colture agricole prevalenti sono quelle del grano e
dell'ulivo.
Il centro urbano ha conosciuto una notevole espansione edilizia negli anni
'70, favorito dalle rimesse degli emigranti e dai redditi provenienti da
lavoro dipendente di numerosi operai occupati presso imprese di
installazione di impianti di telecomunicazioni.
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